E’ uscito: “La Città Nascosta” il fumetto della scuola!

Quando andavo in montagna con il campeggio della parrocchia, osservavo con una certa curiosità, nel piccolo paese, vicino a quel celeberrimo negozio che in questi piccoli luoghi fa da tabaccheria-edicola-drogheria-commestibili-giocattoli-articoli bagno, lo strano commercio che c’era tra i ragazzi del posto proprio lì davanti.

Giornalini, fumetti, illustrazioni ben disposti sull’ultimo gradino di quella bottega e mi domandavo con una certa curiosità, da ragazzo di città, perché il padrone del negozio non cacciava quei “concorrenti in erba” . Poi vincendo la mia metropolitana timidezza mi accorgevo che più che una vendita di vecchi fumetti era uno scambio. Uno scambio di storie, di avventure, di emozioni sognanti tra eroi improbabili di un’ America troppo lontana e di goffi personaggi nostrani sempre alle prese con qualche casalinga disavventura.

Allora tra quelle montagne uno scolapasta diventava un elmetto e la baita abbandonata un rifugio da conquistare con dentro chissà quali tesori.

E come era difficile poi tornare in città, dove era arduo correre alla conquista di qualche sognante castello trovare dei fumetti da condividere sulle scale ma solo da comperare per la genrosità di mamma e papà.

Poi il tempo passa e non è più il verde dei prati o il cemento della città che delimitano il confine dei sogni, ma le fatiche e gli ostacoli che la vita mette innanzi al cammino di ogni persona. Diventa difficile ricominciare a sognare e tante volte non solo per problemi di Carta d’Identità.

Ma i sogni non possono fermarsi, si trasformano a volte in percorsi irrazionali verso egoistiche conquiste, in passioni infantili ma  anche verso ideali traguardi che ci riempiono il cuore.

Con questo spirito abbiamo sognato un fumetto che non lasciasse cadere tutti quei sogni di umanità, di giustizia che hanno emozionato centinaia di vite in quel luogo speciale chiamato Piccola Casa.

Così nasce la città nascosta, un progetto unico nel suo genere che non vuole raccogliere dei ricordi ma le emozioni vissute da quagli eroi silenziosi che hanno fatto bene al nostro mondo e che possono ancora oggi emozionare bambini e adulti per non far finire il tempo dei loro sogni… ma per aiutarci tutti insieme a realizzarli…. Svegliandoci per iniziare a renderli realtà!!!!

Buona Avventura!!!

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ICI IMU e scuola paritaria

L’eventuale applicazione dell’ICI – IMU alle scuole paritarie non sarebbe giusta nè equa, non solo per il fatto che accogliamo persona che anche lo stato si è rifiutato di accogliere ma , non volendo aprire almeno oggi questo paragrafo polemico, vediamo a questo riguardo che cosa dice la costituzione  e la legge italiana.

Questa applicazione non è giusta in quanto:

– Contrasta con l’art. 1, comma 1 della Legge 62/2000
“Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita”.
Esse, dunque, hanno i medesimi doveri e diritti delle scuole statali, poiché svolgono un servizio pubblico e concorrono ai medesimi fini.

– Contrasta con l’art. 1, comma 8 della Legge 62/2000
“Alle scuole paritarie, senza fini di lucro, che abbiano i requisiti di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, è riconosciuto il trattamento fiscale previsto dallo stesso decreto legislativo n. 460 del 1997, e successive modificazioni”.
Per tale decreto “non si considerano commerciali le attivita’ svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali” (art. 5, comma 1 lett.a D.L. 460/1997).
Ad esse dunque, si applica il medesimo trattamento fiscale previsto per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, poiché ne hanno i medesimi requisiti.

– Contrasta con l’art. 1, comma 3 del Decreto Legislativo 76/2005
“La Repubblica assicura a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età. Tale diritto si realizza nelle istituzioni del primo e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione, costituite dalle istituzioni scolastiche e dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, anche attraverso l’apprendistato di cui all’articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ivi comprese le scuole paritarie riconosciute ai sensi della legge 10 marzo 2000, n.62, secondo livelli essenziali di prestazione definiti a norma dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione”.
Non possono essere considerate “commerciali” quelle attività che erogano un servizio che ha rilievo pubblico, è destinato all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione, tende ad assicurare fondamentali diritti di cittadinanza, come il diritto allo studio e il diritto all’istruzione e formazione professionale.

– Contrasta con l’art 118, comma 4 della Costituzione
“Stato, Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Si pone, dunque, in contrasto con questo principio costituzionale ogni decisione legislativa che, anziché favorire, abbia l’effetto di rendere ancora più difficili l’attuazione di attività educative che vengono svolte dal privato sociale, nell’interesse generale della collettività e non per fini di lucro, e sono espressione del principio di sussidiarietà.

Basta o iniziamo con le polemiche e le accuse di inefficenza e disparità della scuola Italiana statale?

d Andrea

Cristo è la nostra risposta! Buona quaresima.

In questi giorni non si sente altro che parlare di economia, globale, territoriale, parziale e chi più ne ha più ne metta.

Anche l’ICI sulla Chiesa e le sue attività reclamata dagli stessi che prima ci hanno messo in questa situazione e poi tagliando sulla povera gente pretendono di raccogliere tutto quello che non è stato seminato e di minare tutte quelle attivtià anche caritatevoli che  in modo nascosto prendono vita della bontà cristiana, ma questo sarà il tema di un altra discussione.

Riprendendo il prededente discorso invece, credo che questa univocià di tema sull’economia ci stia davvero facendo evidenziare la tristezza della nostra società.

Sono preoccupato, ormai solo l’avere ha parola; e l’essere?

Quante cose abbiamo eppure esse non hannno prezzo e dunque perdono di valore. Potrebbero essere tante: la salute, la libertà, la pace…

Ma nessuno investe un titolo in borsa sulla pace e così non comprendendone il valore viviamo le nostre piccole guerre credendo che siano giuste; guerre per la nostra posizione, per una miglioria nei nostri privilegi….

LA salute, che è una cosa per molti scontata, tanto da arrivare a devastarla nei week end o a cercare nelle beauty farm quel benessere esagerato che non è reale (ovvio che in un luogo dove mi massaggiano, mi curano, mi pettinano, mi coccolano sto bene…e fuori… mi sento stressato… sarebbe assurdo il contrario)

Beh con questi esempi potremmo andare avanti all’infinito, ma credo che il concetto sia chiaro a tutti, con un po di onesta riflessione.

Ma entrando dentro di noi, nel più nescosto e silenzioso antro della nostra anima che cosa ci riempie di più se non l’amore?

Ebbene questo amore che sia per una persona, che sia per un ideale, se non ci porta sempre più vicini a  una giustizia per tutti, all’attenzione agli ultimi…

Questa è la strada che potrebbe dare un senso ai tempi di oggi, un metro di giudizio per le scelte che ogni giorno ci si pongono davanti per poter essere sereni,  in pace con la nostra coscienza.

Anche se il mondo corrotto, la cultura personalistica, la storia raccontata in modo distorto anno voluto dirci falsamente altro, la risposta è CRISTO! E’ l’ideale dell’uomo che si sacrifica per i propri figli, della madre che silenziosa accompagna ogni passo delle sue creature, la grandezza dell’eroe che va oltre anche alla propria vita per difendere i più deboli, la pace di chi sa – nonostante il giudizio differente della gente – di aver compiuto il progetto più grande per il bene di tutti,  dell’amico che ci accoglie nonostante i tradimenti, è il porto sicuro verso approdare quando le cose non vanno e lo fa…anche se è lasciato vuoto quando la tempesta è lontana e nessuno si ricorda di Lui.

CRITSO è la mia risposta e la più bella speranza che mi fa alzare al mattino, riposare alla sera,  che mi fa dire che tutto è inutile se Lui non è nei miei pensieri, è Lui che mi ha donato la vita, il dono della Piccola Casa, mi ha fatto conoscere quella sua espressione altissima che si chiama Giuseppe Cottolengo, è Lui che davanti alla crisi economica e spirituale dell’umanità mi fa andare avanti nelle tensioni di ogni giorno è Luii che nel momento più importante di ogni vita che sfioro ma fa sperare solo una cosa, che anche tu lettore sconosciuto, lo accolga nel tuo cuore perchè … l’amore ci spinge.

 

d. andrea

Riflettendoci bene …

I problemi sono certamente tanti. Incontro giornalmente famiglie che hanno situazioni difficili, vuoi a livello economico, vuoi a livello sociale, vuoi per diverse situazioni che la vita ci porta ad affrontare.

A volte però resto davvero basito difronte a certe situazioni. Si perchè tutto sommato quando le difficoltà coinvolgono unicamente la sfera, diciamo così, per lo più didattica o di rapporti sociali tra i ragazzi, vedo affiorare problemi che non esistono!!

Riflettiamoci bene, ma quando … diciamo fino a qualche anno fa … era un problema che si andasse d’accordo con alcuni compagni e un po meno con altri? In fondo qualche spintone o qualche “calcetto” ci faceva vivere in modo proporzionale quelli che sarebbero stagli gli spintoni e i calci nel didietro che poi la vita, puntualmente, non si è mai preoccupata di risprmiarci.

Un voto negativo, riflettendoci bene, non era una “offesa” versola famiglia, le ripetizioni della cugina e via discorrendo; era un semplice giudizio che indicava le capacità di quel momento dell’alunno, le sue predisposizioni e, ancora una volta,  quella piccola scuola di vita che indicava semplicemente il livello di crescita del ragazzo. Tutto questo ben tenendo presente che era un indicazione, semplicemente un indicatore, tra i tanti che la famiglia poteva e doveva tenere in considerazione.

Così piano piano si cresceva, imparando che con la fatica si guadagnano le cose e che a volte si incontrano anche ingiutizie (perchè anche gli insegnanti non sono infallibili) e si dovevano accettare perchè a volte… capitano e forse meglio abituarsi a digerire il digeribile fin da subito.

Oggi invece tutto è un problema, il giudizio negativo che temiamo possa intaccare l’idea di famiglia ideale, la scarsa riuscita che temiamo sia un giudizio negativo anche nei confronti di chi segue il ragazzo e quindi che l’immagine venga in qualche modo intaccata, il dubbio della competenza o meno degli operatori ai quali vengono affidati i nostri figli.

Ma riflettendoci bene non voglio dare risposte a queste situazioni mi pongo solo qualche domanda.

Riflettendoci bene siamo pronti a criticare a gettare dubbi sulle capacità e sulla affidabilità di chi quotidianamente cerca di accogliere, e insegnare ai nostri figli quelle regole comuni del vivere insieme per poi magari affidarli a rispettabilissimi sconosciuti che gestiscono parchi giochi o “parcheggi” umani in feste o grandi magazzini  per il quieto vivere di un sabato pomeriggio. Creiamo situazioni a dir poco imbarazzanti davanti ad insegnanti o presidi perchè il proprio figlio/a deve assolutamente avere il cellulare per avvisare quando esce da scuola perchè non si sa mai (ma non c’è un oraio scritto, fisso e ripetitivo scritto su diari e siti e bacheche????) e poi scoprire che al sabato sera si esce fino a notte inoltrata e … “il cellulare lo spengo senno gli amici mi prendono in giro che mamma mi chiama”

Riflettendoci bene forse tante perplessità voglio nascondere le paure dell’ineguatezza, il timore di cosa sarà il futuro per le nostre creature, un amore così grande verso la carne della nostra carne che a volte diventa imbarazzante quasi controproducente….

Riflettendoci bene i nostri nonni  non volevanomeno bene ai nostri padri di quanto ne vogliono i padri e le madri di oggi ai loro figli ma con lo stesso amore che li faceva vivere lontani per lavoro o devastati nei polmoni perchè in miniera si guadagnava di più.. senza paura che gli altri “vedessero”, senza il timore di essere criticati o giudicati, con la saggia tranquillità di essere anche “un po’ odiati” prendevano i loro figli mano nella mano, li portavano al mare o al lago con anche tanti sacrifici economici per una giornata di svago li spingevano dentro l’acqua e tra le urla il pianto e qualche bevuta dicevano amorevomente…… ARRANGIATI! Ad oggi non ricordo di padri o nonni annegati o sempre in ritardo perchè dovevano essere accompagnati in piscina……

Riflettendoci bene come è difficile nuotare nel mare della ‘educazione senza il timone del distaccato buon senso della vita…..

d. Andrea

Benvenuti!

Un caro saluto a tutti solo per presentarvi questo nuovo pezzo di sito della nostra scuola che stiamo cercando di ampliare e rinnovare.

Così ora c’è la possibilità anche di entrare nell’ufficio del rettore!!! e come sempre meglio entrarci da volontari che non mandati da qualcuno eh eh eh

Comunque spero riuscire a comunicare sempre di più novità positive della scuola, della vita delle piccola Casa e di tutto ciò che ci circonda per poter vivere sempre meglio insieme.

Ciao a tutti e a presto!!!!!!

d. Andrea